IL BARBARO NEGRIERO

Come un negriero, delle antiche galere,
il mio Pensiero, impietoso, cadenza,
nella stipata stiva dei ricordi,
il battito convulso del mio cuore
costretto a navigare, incatenato,
in un oscuro mare
dove al gabbiano non è concesso il volo.

Cieco, senza orizzonte,
esso affonda, pesca, riaffiora
mille e più mille volte,
fino a quando, un gran fiotto di sangue,
schizzato dalle vene,
spezza le mie catene
interrompendo il disumano giogo.

La frusta di quel barbaro negriero...
il mio pensiero,
voleva ch’io tornassi a navigare
nel mio bel mare
ove al gabbiano é consentito il volo.

IL TESTAMENTO DI UN POETA

Ti lascerò
questo mio stanco cuore di Poeta,
un po’ fanciullo e tanto vagabondo
con quello che saprai vederci dentro.

Ti lascerò
questo mio vecchio ma testardo Amore,
che più colpisco e più non vuol morire
perché ogni giorno nasca con il giorno.

Ti lascerò
quelle parole che non dissi mai,
le cose che non chiesi ma donai
e tutto quello nato insieme al mondo.

Ti lascerò
Una pietà svilita e calpestata,
buttata da qualcuno per la strada,
che io raccolsi accanto a un marciapiede,
la notte in cui mi reinventai la Fede.

Ti lascerò
La voglia di cantare una canzone,
questo mio scarabocchio senza autore,
le lacrime che mai fanno rumore
se cadono nei vicoli del mondo.

Ti lascerò
Il canto puro di una ninna-nanna,
la volontà di chi non si è mai arresa,
l’Amore che cercai e non trovai
insieme a un’esistenza un po’ confusa.

Ti lascerò
Questo mio grande Amore per la Vita,
tutta la mia Poesia… altro non ho:
io, questo, figlio mio ti lascerò.