IL CANTASTORIE DELLA VITA


Piazza della Scala in Trastevere (Roma)

da "Il Convivio" Anno XIII n. 2 Aprile-Giugno 2012 n. 49

La poesia è un mistero da vivere con ironia ed umiltà.
Intervista a Gabriella Quattrini

a cura di Anna Manna

Il fatto è che sei simpatica! Come è simpatica la vita quando c’è il sole, come quando ti piace il giorno che ti prepari a vivere, quando dimentichi tutto e poi tutto ritrovi come prima. A conoscerti si finisce per considerarti un sorriso, una stretta di mano, un guizzo degli occhi capaci di dirti brava, quando senti che il cuore s’è impegnato in qualcosa che vale. Reggi bene la scena, e i sentimenti li porti al guinzaglio come fossero tanti cagnolini. Tutti i sentimenti, non parlo soltanto dell’amore. Anche il rispetto, l’amicizia, la solidarietà. Ma su tutto mi piace il tuo sguardo malandrino quando strizzi l’occhio e sembri dire al mondo intero: “E no, a me non mi fate scema!” Così, questa ventata di consapevolezza antica, questo sapere tra le righe il mondo, ti rende un po’ fata ed un po’ zia di tutti. Sono sicura che sai preparare deliziosi biscotti, che sai ricordare momenti incantati, come la vetrinetta buona del salotto che, quando la apri, ti regala ancora il profumo dei cioccolatini che ha custodito per settimane. Mi piace sorprenderti con le mie poesie, con i miei Balli in maschera - a proposito ti ricordi che è successo quando recitasti al Caffè Strega in Via Veneto quella mia follia di poesia, appunto Ballo in maschera? - con i miei innamoramenti sulla carta. E tu che mi guardi di traverso come una “fatina al contrario” che cerca la realtà nel sogno! Mi piace solleticare la tua curiosità, così la mia indole, multiforme ed in continuo cambiamento, ti regala versi da leggere: ora d’amore, ora di fede, ora di madre, ora d’innamorata. E tu? E tu mi credi sempre, e tu non mi credi mai! Questo doppio registro, questo tuo ammiccare verso l’incredulità e nello stesso tempo questo tuo abbandonarti comunque ai miei versi, ebbene credo che questo tuo doppio sguardo sia la nota affascinante della tua personalità. Così candida nell’adesione alla vita, gazzella come ti chiami tu stessa, e così consapevole, così adulta, così realistica. È il tuo segno, il tuo karma, il tuo profumo. Le mie poesie bevono questa doppia essenza e quando tu le leggi le svesti con l’ironia e le fai librare nell’aria con l’incantevole, pudica, dolcemente fanciulla, capacità di sognare! Avrei voluto dirtelo a voce tutto questo, ma non c’è mai tempo per parlare sul serio, così te lo scrivo ora, prima d’intervistarti.

(Anna Manna) Fare poesia per te è stata una condizione esistenziale, un mestiere, una scommessa?
(Gabriella Quattrini) Ho iniziato a fare poesia da bambina. È stato stupendo scoprire come dentro di me viveva un’Anima che possedeva matite speciali, in grado di colorare anche le pagine più nere della mia Vita e trasformare in poesia le brucianti ferite del passato

Credere in se stessi significa prendersi sul serio sempre? L’ironia è tua compagna da sempre, ed è una compagnia elegante, ti ha molto arricchito. Quale scotto si paga all’ironia?
L’ironia è una prerogativa delle persone simpatiche. Importante che l’ironia non sia disgiunta dall’umiltà. L’immediatezza della tua poesia è sorprendente. Come ti poni verso i critici? Quando scrivi pensi alle critiche che verranno oppure la poesia per te è libertà totale? Il Poeta che scrive Poesia e non versi non si pone il problema. La Poesia non è un problema da risolvere ma un mistero da vivere.

Appartieni a una famiglia di artisti. Come ti sei trovata nei confronti di tua sorella, attrice? Vi siete capite subito, oppure il passare del tempo ha migliorato il rapporto? È un rapporto basato sulla parentela, l’affetto e basta, oppure sono in gioco anche interessi culturali, l’amore per l’arte conta nel rapporto con tua sorella?
Io non ho mai amato i copioni. Inizialmente una pedana in mezzo alla Piazza rappresentava il mio palcoscenico di stelle dove cantare la mia Vita proprio come un cantastorie. Questa mi dava la possibilità d’improvvisare, libera da ogni ingranaggio che avrebbe tarpato le ali della Fantasia. Recitare vuol dire spogliarsi ogni volta dei propri panni e dire cose, in cui spesso non credi. Perché non congeniali al tuo mondo. I miei panni sono quelli di un saltimbanco. Amo e stimo la professionalità di mia sorella Paola ma non l’ho mai invidiata. Le matite colorate della mia Anima mi hanno impedito di fare l’Attrice.

Sei molto amata a Roma, com’è il rapporto con questa tua città?
Ho iniziato a scrivere nel mio dialetto. Questo mi ha agevolato a esibirmi nelle Piazze romane. Il mio primo esordio fu Piazza della Scala in Trastevere. Da allora sono diventata per i romani un personaggio da amare. Me ne accorsi perché mi chiamavano per nome. E quando un romano ti chiama per nome, vuol dire che gli sei entrata dentro.

Dimmi un verso o una poesia che ti somiglia!
Le poesie non hanno figli e figliastre. Le amo tutte. Tutte e ognuna di esse sono espressione della mia Anima.

La poesia ti ha donato più felicità oppure è stata sofferenza, elaborazione sofferta dei sentimenti, delle emozioni?
La mia Vita è stata attraversata dal male oscuro della depressione. La Poesia mi ha sempre aiutata a venirne fuori.

Sei madre di un musicista, due artisti che si esprimono su due linee diverse: hai parlato con lui in poesia?
Molti anni fa ho collaborato con diversi musicisti. Univo le mie parole alle note della loro musica. Un giorno mio figlio mi affidò una sua musica. Io accettai con gioia. In quell’occasione arrivammo primi classificati al Festival Europeo dell’UNICEF. Ricordo che quando gli consegnai il testo la sua espressione fu “Ma tu sei un mostro”. Durante il corso degli anni ogniqualvolta gli chiedo di fare una canzone insieme mi risponde: Abbiamo già vinto!

L’Amore che posto occupa nella tua poesia?
Ti rispondo con una considerazione”sconsiderata.” Anche la Felicità di un Attimo è Amore se tu lo sai godere con chi te lo ha donato. Avvertine il passaggio da dove venga o dove vada poi non è importante: quell’attimo era tuo… era per te. Il mio Amore per la Libertà mi ha impedito di diventare dipendente dell’Amore. Sono inoltre convinta che L’Amore vero è quello che nasce insieme a noi e che nessuno mai potrà darci. Credo nell’Amore come proiezione del nostro mondo, L’Amore è scambio, è conoscenza. Dipende dalla nostra ricchezza interiore.

Cosa vorresti dire ad un giovane di oggi che si sente poeta?
La Poesia non s’insegna elargendo consigli. Sarà la consapevolezza stessa che suggerirà cosa fare.

RIFLESSIONI
di Nadia Angelini
su
E l’alba parlò di Gabriella Quattrini

   Gabriella Quattrini, è poeta… è narratrice? Si, senza dubbio, entrambe le definizioni le appartengono; tuttavia c’è un particolare che non può assolutamente sfuggire nel contesto di un’autrice che, così appassionatamente, ama negare questi suoi eclettici positivismi.
Ho letto abbastanza dei suoi lavori, per averne una idea già molto chiara. Quest’ultimo suo piccolo indovinato ninnolo, da aggiungere ai delicati suoi gioielli, mi ha davvero molto favorevolmente impressionata.
E l’alba parlò… è una piccola raccolta,.. d’amore!
Amore che viene porto a pieno cuore, oso dire, poiché soltanto questo salta agli occhi.
Ho ritrovato tra le sue parole un’ innocenza che sbalordisce, se rapportata ad una donna adulta, un candore di sentimenti che mi ha portato a pensare d’aver sotto gli occhi il diario di una liceale /mi mettevo diligentemente in fila e m’incantavo ad osservare le miriadi di scintille che la pietra focaia sprigionava/.
La sua alba non parla soltanto, la sua alba si colora e vola, di là e sopra il monotono scorrere dei giorni e delle ore!
Non c’è arrendevolezza in lei, in quegli aneliti che la portano a ricordare e desiderar d’ascoltare ancora la voce di Bibì, /Non andartene… parlami del tuo angelo Burk… nostra madre è morta: sono sola!/.
Ho percepito, leggendola, una carica emotiva non comune, una “Vis animi” che, sono convinta, lei non sa di possedere.
M’è parso d’aver davanti un’anima nuda e tra i mille anfratti che custodiva, in piena luce: ho visto tanto Amore.
La malinconia, la solitudine, i rimpianti; tutto è in penombra!
Come può una donna, che sa amare così, essere sola?
Neppure la livida luce della sua alba è riuscita a scolorare, quel meraviglioso ventaglio rosso scarlatto che riflettono, le sue emozioni!
Eccomi… sono io! Sembrano dire le sue parole.
Ed immediatamente si pone, davanti a chi legge, la figlia, la sorella, e soprattutto la madre.
Colei che vorrebbe riavere in grembo suo figlio, per regalargli un’altra fanciullezza.
La stessa donna che, piange di commozione, quando ricorda il successo teatrale della sorella Paola ed ancora quella che si rivolge, con accenti di affettuosa ammirazione, in una sua lettera, al professor Giorgio Carpaneto, dopo aver letto l’opera di Lui, “Rotaie interrate”.
La musicalità che ci viene regalata dai suoi versi, sia quando parla al suo primo amore /sono ancorata a te… senza timone/insieme approderemo dove e quando/l’onda “caparbia che ha rubato il sogno/ si romperà su un cuore di corallo./che quando paragona la sua vita a un filo rosso di trapezio:/Se un giorno Tu vorrai sbendarmi gli occhi/dalle tante bandiere in cui ho creduto/. Oltre che poesia, io la giudico un “Canto alla vita”; il canto di una creatura che si definisce saltimbanco, cantastorie: Poeta, dico io, anima bella e chiara!
La Quattrini ha svelato, in quarta, il suo segreto: quello di regalarsi un sogno prima d'addormentarsi ogni notte. In questa piccola raccolta, edita da “TERRE SOMMERSE”, elegante e di pregevole fattura, lei ha permesso al lettore di far parte di un gran bel “SOGNO”
Complimenti all’autrice!

Nadia Angelini
note biografiche: romanziera e poetessa

CULTURA
organo dell'istituto Europeo per le Politiche Culturali e Ambientali
Direttore editoriale: Andrea De Liberis - Direttore responsabile: Mario Scaffidi Abbate

da CULTURA: poesia e musica


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CONSIDERAZIONI SCONSIDERATE
di Salvatore Veltre

    In un salotto letterario ho avuto il piacere di conoscere un personaggio come Gabriella Quattrini, la quale mi ha fatto poi pervenire alcuni suoi volumetti di poesie e racconti.
Non avrei mai immaginato d’incontrare una persona così viva e interessante, che attraverso i suoi versi reclama e sogna i misteri dell’universo.
Una poesia filosofica la sua che lascia in sospensione la mente, per poi riappacificarsi con i richiami ancestrali: l’infanzia, la gioventù, la vita con tutti i suoi risvolti, la morte come amica.
“Tinvidio morte!/ché da che mondo è mondo/non hai dimenticato di abbracciarti/una vita soltanto:/sei forse Vita per amarla tanto?”
Indubbiamente, una poetessa di grande spessore esistenziale:
“Le cose veramente importanti/sono quelle che niente e nessuno potrà più renderti?”
Talvolta, sembra di poter raggiungere il verso nella sua intima consapevolezza per poi sfuggirti e lasciarti sospeso tra sospiri e commenti.
“Amica mia Poesia/per non lasciarti nuda/io ti ricoprirò di quei silenzi/che impongono al Pensiero di tacere!”
Questa è Gabriella Quattrini: una donna sola con sé stessa e i suoi fantasmi, che sanno parlare anche quando tacciono, sicuri di poter colmare il suo cuore in cerca sempre di qualcosa che non esiste.

Articolo stampato sulla rivista “FOLLIA DI NEW YORK” scritto dal sociolo, psicologo, filoso, poeta, saggista SALVATORE VELTRE.

PALCOSCENICO

Nell’oscurità del teatro deserto
quando l’ultimo spettatore se n’è andato
sono io
l’unico tuo pubblico.
Seduta nella poltrona di velluto rosso
batto le mani
a te che
allodola indemoniata
volteggi sul palcoscenico
e danzi parole d’amore
che non furono mai dette.
Parole ricoperte di stracci
che tu
menestrello della memoria
incanti con la tua voce
di albe cristalline


Gabriella Quattrini e il musicista Massimo Moriconi
ricevono il Premio Europeo UNICEF per la canzone I classificata

IL MIO EPITAFFIO


Ho incontrato la mia Vita
mi sono così divertita

che sono morta dalle risate.